HS2, il treno ad alta velocità britannico slitta al 2039: ma il progetto completo potrebbe ancora vedere la luce
Il Ministro dei Trasporti britannico conferma i ritardi della linea ferroviaria più costosa d'Europa, mentre gli analisti intravedono spiragli per il completamento dell'intera trat

Il Ministro dei Trasporti britannico conferma i ritardi della linea ferroviaria più costosa d'Europa, mentre gli analisti intravedono spiragli per il completamento dell'intera tratta. Le lezioni per l'Italia e il continente.
La saga dell'High Speed 2, la linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe collegare Londra alle principali città del Nord dell'Inghilterra, si arricchisce di un nuovo capitolo fatto di ritardi, costi lievitati e polemiche politiche. Il Segretario ai Trasporti britannico ha annunciato che la linea non sarà completata prima del 2039, un ulteriore slittamento che alimenta interrogativi sulla gestione di quello che doveva essere il progetto infrastrutturale più ambizioso del Regno Unito post-Brexit.
Tuttavia, secondo l'analisi del giornalista economico Faisal Islam, nonostante l'ennesimo fiasco organizzativo, esistono ancora margini concreti affinché l'intera linea HS2 possa essere realizzata nella sua versione originale e completa. Una prospettiva che, se confermata, potrebbe trasformare il dibattito attuale da cronaca di un fallimento annunciato a storia di resilienza progettuale.
Un progetto nato ambizioso, ridimensionato dalla realtà
L'HS2 rappresenta il più grande investimento infrastrutturale nella storia recente del Regno Unito. Concepito originariamente per collegare Londra a Birmingham, Manchester e Leeds attraverso una rete ferroviaria capace di raggiungere velocità fino a 360 chilometri orari, il progetto avrebbe dovuto rivoluzionare la mobilità britannica, riducendo drasticamente i tempi di percorrenza e alleggerendo la pressione sulla rete ferroviaria esistente.
I costi inizialmente stimati intorno ai 37 miliardi di sterline sono progressivamente lievitati fino a superare i 100 miliardi secondo le proiezioni più recenti, rendendo l'HS2 una delle infrastrutture ferroviarie più costose al mondo in rapporto alla lunghezza. Questo incremento esponenziale ha portato il governo conservatore prima, e quello laburista poi, a riconsiderare ripetutamente l'ambito del progetto.
La tratta settentrionale verso Leeds è stata già cancellata nel 2021, mentre permangono incertezze sulla sezione che dovrebbe raggiungere Manchester. La conferma che anche la linea principale non sarà operativa prima del 2039 rappresenta uno slittamento di quasi un decennio rispetto alle tempistiche originarie, che prevedevano l'apertura della prima fase entro il 2026.
Le ragioni di un possibile recupero del progetto integrale
Nonostante questo scenario apparentemente compromesso, Faisal Islam evidenzia diversi fattori che potrebbero ancora condurre alla realizzazione della linea completa. In primo luogo, gran parte degli investimenti più onerosi sono già stati effettuati: i tunnel sotto Londra, le opere di scavo e le acquisizioni dei terreni rappresentano costi sommersi che renderebbero economicamente irrazionale l'abbandono del progetto nella sua interezza.
In secondo luogo, la crescente pressione politica proveniente dalle regioni settentrionali dell'Inghilterra, tradizionalmente penalizzate dagli investimenti infrastrutturali concentrati nel Sud-Est, sta alimentando un dibattito sulla necessità di riequilibrare la spesa pubblica. Il cosiddetto "Northern Powerhouse", la strategia di sviluppo economico del Nord, difficilmente può prescindere da collegamenti ferroviari efficienti con la capitale.
Inoltre, le considerazioni ambientali giocano un ruolo sempre più determinante. Con gli impegni britannici sulla decarbonizzazione e la necessità di offrire alternative competitive al trasporto aereo interno, una rete ad alta velocità completa acquisisce una valenza strategica che trascende il mero calcolo costi-benefici di breve termine.
Il confronto con l'esperienza italiana ed europea
La vicenda dell'HS2 offre spunti di riflessione significativi per l'Italia, paese che vanta una delle reti ad alta velocità più sviluppate d'Europa. La linea Milano-Roma, inaugurata progressivamente tra il 2005 e il 2009, ha trasformato radicalmente la mobilità lungo la dorsale peninsulare, dimostrando come investimenti infrastrutturali di lungo periodo possano generare benefici economici e sociali duraturi.
Tuttavia, anche l'esperienza italiana non è stata priva di controversie: i costi della TAV Torino-Lione, ancora in fase di realizzazione, hanno suscitato proteste e dibattiti che ricordano le polemiche britanniche. Il confronto tra i due approcci nazionali evidenzia come la gestione di grandi progetti infrastrutturali rappresenti una sfida comune a tutte le economie avanzate.
A livello europeo, la rete TEN-T (Trans-European Transport Network) prevede il completamento di corridoi ad alta velocità che attraversino l'intero continente entro il 2050. L'eventuale realizzazione completa dell'HS2 potrebbe facilitare future interconnessioni con il tunnel sotto la Manica, rafforzando l'integrazione trasportistica euro-britannica nonostante Brexit.
Prospettive future e implicazioni strategiche
Guardando al futuro, la vicenda HS2 solleva interrogativi cruciali sulla capacità delle democrazie occidentali di portare a termine progetti infrastrutturali di lungo periodo, attraversando cicli politici e congiunture economiche differenti. La tendenza al "short-termism", ovvero alla preferenza per risultati immediati a scapito di investimenti strategici pluridecennali, emerge come una sfida trasversale.
Per l'Italia, impegnata nell'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con importanti capitoli dedicati alle infrastrutture ferroviarie, le lezioni britanniche suggeriscono l'importanza di stime dei costi realistiche, governance progettuale stabile e comunicazione trasparente con l'opinione pubblica.
Il 2039 sembra lontano, ma nel tempo delle grandi infrastrutture rappresenta un orizzonte prossimo. Se il Regno Unito riuscirà a trasformare l'attuale fiasco in un'opportunità di rilancio, l'HS2 potrebbe ancora diventare un modello di perseveranza progettuale piuttosto che un monumento all'inefficienza. Il verdetto finale, come spesso accade per le grandi opere, spetterà alla storia.
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L'autore
Federico BianchiAnalista finanziario e giornalista di LeInformazioni. CFA certificato con esperienza in banche d'investimento a Milano e Londra. Cura la rubrica settimanale sui mercati finanziari e il monitoraggio degli indici europei.
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